UMBRIA ITINERARI | Forre di Ponte Marchetto

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Dislivello: m. 133
Lunghezza: Km. 9
Equipaggiamento: scarpe da montagna o da jogging oppure mountain bike, borraccia.

Le forre di Fosso Marchetto

Itinerario pianeggiante a ridosso del torrente Marchetto fino al canyon che esso segna in corrispondenza dell’omonimo ponte costruito nei pressi della confluenza tra il Fosso Marchetto e il Fosso del Sanguinone.
Partendo da Villamena (m. 460, uscire dal cancello e voltare a destra) si discende lungo la strada che costeggia la ”Balza di Corazza Sbaraglino” e si raggiunge il Piano della Pieve dove, a sinistra, e’ visibile il corpo quadrangolare della casa fortificata gia’ della famiglia Sbaraglini.
Narra la Cronaca Perugina che il primo maggio 1499 Corazza di Rinaldo Sbaraglini , mentre dimorava nel Castello di Piano della Pieve, sulla riva del Tescio, un mattino si sveglio’ stretto dai nemici. Saltato a cavallo riusci’ a rompere l’assedio salendo sul colle di Villamena ma il cerchio dei nemici si ricompose intorno a lui. Allora Corazza diresse senza indugio il cavallo al galoppo verso il Tescio che scorreva nella stretta valle sottostante, copri’ con la falda del mantello gli occhi dell’ animale e si precipito’ nel fiume, donde il vocabolo ”Salto di Corazza”. Tutti lo dettero per morto ma Corazza ricomparve la mattina dopo, vivo e vegeto, nella Piazza del Comune di Assisi.
All’epoca di San Francesco (XIII secolo) il Comune di Assisi aveva suddiviso il contado in circa 90 ”balie”. Nel 1332 il Comune decise di censire la popolazione rurale e, nell’archivio di Assisi, esiste il relativo documento che e’ la prova del piu’ antico censimento della popolazione in epoca medioevale.
Villamena faceva parte dell’antica balia di ”Cerqua Palmata” che, insieme a quella di ”Satriano” situata dall’opposto lato della valle, era tra le piu’ popolose del Comune con 88 fuochi pari circa a 500 persone. Le risorse della popolazione di montagna erano rappresentate all’epoca soprattutto dal legname che si ricavava abbondante dalle foreste di quercia.
Villamena nasce probabilmente quale presidio di avvistamento, a servizio del sottostante Castello di Piano della Pieve . L’insediamento piu’ antico era costituito probabilmente da due torri con, in mezzo, un pozzo per l’attingimento dell’acqua.
Via via il complesso si e’ ampliato seguendo le esigenze dell’agricoltura mantenendo pero’ sempre distinti i due corpi di fabbrica originali (saldati nel 1950) a servizio ognuno di una famiglia colonica Nel 1800 il fabbricato inferiore e’ stato ampliato dal lato sud con la creazione di una casa adibita dai proprietari per la caccia .
Giunti dove la strada che scende da Villamena si immette sulla statale girare a sinistra in direzione Gualdo Tadino e, dopo breve tratto, imboccare la seconda deviazione sulla destra. Dopo un ponte la stradina gira a destra e sottopassa altro ponte; subito dopo a sinistra inizia la strada silvo-pastorale per ”Fosso e Ponte Marchetto” che costeggia sempre il torrente che rimane alla destra di chi cammina.
Si giunge in breve alle Forre di Ponte Marchetto : un canyon segnato dal torrente nella pietra calcarea molto suggestivo con piccole cascate.
Nella zona (m. 424) esistono due ponti: il ”Ponte Marchetto” e il ”Ponte Cavaliero” a servizio dell’antico percorso medioevale conosciuto con il nome di ”strada francescana” che collegava il Comune di Assisi a quello di Nocera passando per il Castello di Satriano e Rocca di Postignano.
Nel 1226 Francesco, in viaggio da Cortona verso Assisi, perche’ voleva rientrare nella citta’ tanto amata sentendosi prossimo alla morte, certamente valico’ il ”Ponte Cavaliero” e il ”Ponte Marchetto”, accompagnato dai Cavalieri di Satriano – secondo l’episodio narrato da Fra’ Tommaso da Celano (”Vita Seconda”) ” … il popolo d’Assisi il quale invio’ una solenne ambasciata a prenderlo, per non lasciare ad altri la gloria di possedere il corpo dell’uomo di Dio ….”.
I cavalieri di Assisi scortarono in effetti il santo temendo che morisse e il corpo venisse rubato dai perugini per cui il drappello e’ di certo transitato per la gola del Marchetto.
Francesco, dopo un breve soggiorno ospite del Vescovo di Assisi, citta’ dalla quale era stato scacciato e nella quale era rientrato solo in due o tre occasioni, fu trasportato alla Porziuncola ove mori’ la notte del 3 ottobre 1926.
Il Fosso Sanguinone e’ una delle tante vie che consentono il deflusso dalla cima del Subasio delle acque piovane e delle numerosi sorgenti che lambiscono le falde del monte.
I romani avevano gia’ imbrigliato il Sanguinone creando un acquedotto, i cui resti sono ancora visibili, che partendo dalla Costa di Trex entrava in citta’ all’altezza di Porta Perlici e alimentava l’anfiteatro ove si potevano svolgere cosi’ le naumachie, i giochi d’acqua e di barche tanto cari ai romani.
Frate Elia, al momento di costruire la Basilica del Santo, restauro’ l’acquedotto del Sanguinone e, con un’ardita opera di scavo nella pietra sottopassando la Rocca Maggiore, lo prolungo’ fino al Colle del Paradiso ove erano in corso i lavori e dove tuttora esiste la bocca di arrivo nel Chiostro della Chiesa Inferiore.
Si ritorna per la stessa via.

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