UMBRIA ITINERARI | Itinerario Gubbio

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Lunghezza: Km. 64
Percorso diretto da Villamena a Gubbio attraverso Monte Serra e Casa Castalda.

Itinerario per Gubbio

Si inizia attraverso un tipico paesaggio umbro di alta collina rimasto intatto perche’ la zona, senza essere del tutto spopolata, ha subito una sensibile diminuzione demografica; il che ha pero’ contribuito ad evitare scempi edificatori. La seconda parte dell’itinerario si svolge lungo la valle del Chiascio.
Usciti da Villamena, prendere a sinistra; al bivio girare a destra per la strada comunale sterrata che sale verso l’antica ”balia” di Paradiso.

Si incontrano: S. Anna, il bosco dalle Vaglie (tenersi a destra) e, dopo circa 4 Km., in loc.San Presto (ristorante), la strada confluisce nella S.S. 444 asfaltata per Gualdo Tadino.
Percorrere poche centinaie di metri sulla S.S. (fare attenzione al cartello) quindi girare a sinistra per ”Casa Castalda”.
Guidare con attenzione attraverso la piccola strada asfaltata che, nel paesaggio dolce e verdissimo, porta a Casa Castalda.
Si attraversa il territorio che fu gia’ teatro delle gesta del brigante ”Cinicchio”.
Nazzareno Guglielmi nacque ad Assisi nel 1830 e fu detto ”Cinicchia” o meglio ”Cinicchio” perche’ piccolo di statura.
Arrestato perche’ indiziato di furto, evase dal carcere e assunse fama di brigante buono nonostante atti di notevole ferocia quale l’uccisione del proprio fratello.
E’ vero che Cinicchio – dotato di intelligenza notevole – trovo’ fertile terreno per le sue imprese nella debolezza dello Stato Italiano appena costituito e nella situazione di miseria e di irregolarita’ in cui versavano le popolazioni della montagna.
Molti giovani, per consentire alle proprie famiglie di sopravvivere, erano costretti a sottrarsi agli obblighi militari e cosi’ a darsi alla macchia onde evitare l’arresto da parte dei carabinieri.
Cinicchio assunse nella fantasia popolare vesti di giustiziere e dispensatore di ricchezze, dai ricchi ai poveri, in cio’ favorito dalle autorita’ di polizia che commisero l’errore di attribuirgli, mentre era latitante, la paternita’ di molti delitti; ad esempio, nel 1863, egli fu’ accusato di aver ucciso un capitano della guardia nazionale assassinato nei pressi di Valfabbrica mentre poi si scopri’ che erano stati alcuni suoi concittadini a trucidarlo di notte per questioni personali.
Imboccando da San Presto la stradina per Casa Castalda si scorge sulla sinistra l’antico Castello di Porziano, rifugio del bandito e luogo da cui questi parti’ per l’ultimo leggendario assalto all’impresa ”York” che, sul versante di Nocera, stava costruendo la ferrovia Roma/Ancona per ordine del Papa.
Cinicchio raggiunse il valico di Rocca di Postignano e scese a Valtopina dove, insieme ad un manipolo di dieci compari, assalto’ il convoglio e immobilizzo’ la guarnigione di Lancieri a cavallo che saliva verso Fossato di Vico, impadronendosi della cassa con 200.000 franchi che doveva servire per pagare gli operai e le traverse per la ferrovia.
Poi spari’ e da un documento – ritenuto autentico – emerso tra le antiche carte di un tipografo e’ risultato che Cinicchio sarebbe emigrato in Argentina, salpando da Civitavecchia, dove avrebbe vissuto a Buenos Aires morendo di vecchiaia.

Giunti a Casa Castalda prendere a destra (S.S. 318) per 4,5 Km. poi girare a sinistra sulla strada a 4 corsie e seguire le indicazioni ”Gubbio”.

La citta’ offre i suoi monumenti alla vista di chi arriva tutti aggettanti sulla valle, come nella scena di un teatro.

Dante scrive: ”.. l’acqua che discende dal Colle eletto del beato Ubaldo …” per indicare il fiume Chiascio che lambisce Gubbio, il Monte Igino che lo sovrasta e Sant’Ubaldo protettore della citta’.
Gubbio nasce citta’ umbra poi dominata dai Romani. Nel 1444 un contadino cedette, in cambio di un podere, al Comune di Gubbio il piu’ straordinario documento ritrovato nella zona: ”Le Tavole Eugubine”, sette lastre di bronzo scritte, le prime cinque in umbro e le altre in caratteri latini; da esse si e’ appreso che la citta’ umbra era costituita da due agglomerati: Fisia, piu’ in alto con un tempio per l’osservazione degli uccelli, e Tota, piu’ in basso, cinta di mura.
La citta’ subi’ l’aggressione di Totila e, nel periodo comunale, fu spesso alleata di Perugia.
La visita e’ molto piacevole per l’atmosfera autenticamente medioevale che alita nelle strade e nelle piazze di Gubbio.
Salire a Palazzo Ducale, scendere al Palazzo dei Consoli, uno dei piu’ interessanti edifici civili del medioevo, percorrere Via dei Consoli osservando le numerose ”porte del morto”: una apertura che, nelle case medioevali serviva, secondo alcuni, per far uscire la bara del defunto e poi veniva richiusa; secondo altri si trattava di una porta di uscita dall’abitazione tenuta alta sul terreno per ragioni di sicurezza, alla base della quale, di giorno, veniva aggiunta una scaletta di legno poi ritirata di notte.

Nella citta’ bassa si apre il Teatro Romano molto ben conservato.
Gubbio dette i natali ad Ottaviano Nelli, importante pittore della Scuola di Gubbio ed esponente del ”gotico internazionale” (Chiesa di San Francesco).
Nel 1500, proveniente dal Lago Maggiore, arrivo’ a Gubbio Giorgio Andreoli, detto ”Mastro Giorgio” che invento’ l’arte della ceramica del ”riverbero” costituito dai riflessi dell’oro della perla e del rubino nei colori dei piatti e del vasellame applicata dal maestro e poi tramandata ai due figli che morirono con il suo segreto.
Di recente la citta’ e’ rientrata giustamente in possesso di un’opera di Mastro Giorgio, comprata con grande sacrificio sul mercato internazionale, ed ora esposta in una apposita sala nel Palazzo dei Consoli.
Francesco nel suo pellegrinare non manco’ di passare da Gubbio: ”.. al tempo che Santo Francesco dimorava nella citta’ di Agobbio … appari’ un lupo … il quale non solamente non divorava gli animali … ma eziando gli uomini …” Francesco parlo’ e ammansi’ l’animale ”… e poi detto lupo vivette due anni in Agobbio ed entravasi dimesticamente nelle case e … dopo due anni Frate Lupo si mori’ di vecchiaia …” (Fioretti XXI).
Prendendo la funicolare sulla destra della citta’ e’ possibile salire al Monte Igino con magnifico panorama comprendente Assisi e la sua Rocca.
Nella Chiesa sono conservati gli enormi ”Ceri” che il 15 maggio di ogni anno vengono portati in una corsa pazzesca dalla citta’ alla sommita’ del monte.

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